La mucca che voleva imparare a volare
RICOMINCIODAILIBRI

La mucca che voleva imparare a volare. Età di lettura: dai 3 anni

Tina, una mucca dall’aria simpatica, se ne sta in un prato assieme alle sue sorelle. Mentre loro brucano placide, però, lei osserva i fiori con la lente di ingrandimento.

È un tipetto curioso Tina, vuole conoscere, sapere, sperimentare. Così, mentre le altre rimuginano già sulla cena, lei fa progetti differenti. Ha un sogno in particolare che le sta a cuore: volare.

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Proprio così: una mucca che desidera volare o almeno provarci! Le sue sorelle sono scettiche, a tratti la considerano decisamente un po’ matta. Trovano le sue idee ridicole e non danno loro molta importanza.

Tina però persevera. Un giorno, girovagando per il bosco, si arrampica su un albero per rimirare il panorama e lì incontra un drago. Lo so, mucche che si arrampicano, draghi che vivono sugli alberi… la cosa sta prendendo una piega strana, ma siamo pur sempre nel mondo della fantasia! Il drago, per giunta, è pure vegetariano!

È così che nasce una bella amicizia e Tina gli racconta del suo desiderio più grande: volare.

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A casa, Tina racconta tutto alle sorelle, ma loro, poco avvezze ai voli, persino a quelli della fantasia, non credono a una singola parola di quel che sentono uscire dalla sua bocca.

La mattina seguente, però, le mucche non trovano più Tina in casa.

È così che, per cercarla, si avventurano nel bosco, che sino a quel momento non avevano esplorato. Sempre alla sua ricerca scoprono di potersi arrampicare su di un albero e di essersi perse per lungo tempo la splendida vista che si gode da lassù.

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Poi vedono Tina, appagata e sorridente, che vola tra le nuvole. Ma come ha fatto il drago ad insegnarle? Nella maniera più semplice, cioè facendola lanciare con il paracadute!

La cosa più sorprendente è che non è l’unica! Accanto a lei volteggiano spensierati un pinguino, un maiale, un topolino e un coniglio. Da quel giorno tutto cambia, le sorelle diventano per Tina fantastiche compagne di nuove avventure. Credono che, per decretare una cosa impossibile o folle, valga almeno la pena di fare un tentativo.

Questo libro, di Valentina Edizioni, fa parte di una serie in cui si vuole far passare ai lettori il messaggio che ognuno dentro di sé nasconde risorse inaspettate, doti speciali e personali che lo differenziano dagli altri e gli permettono di dare un contributo, di lasciare un segno.

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Non pensate a talenti eclatanti o grandiosi o rari; si parla di fiducia, autostima, generosità, capacità di reinventarsi e guardarsi con nuovi occhi, volontà di mettersi in gioco e scoprirsi importanti per qualcuno o bravi in qualche cosa.

Queste sono le vere armi da consegnare a un lettore e non serve sempre un capolavoro per farlo. A volte basta anche un albo con una storia che scorre tranquilla, senza grandi picchi di sentimento o tensione; basta una mucca che, un po’ timidamente ma al contempo con risolutezza, tenta di realizzare un sogno e, a modo suo, ci riesce.

Il risultato non è quello che forse avremmo immaginato noi lettori, eppure, se ci pensate bene, è esattamente quello che Tina poteva raggiungere mettendo in campo le proprie forze e le proprie doti.

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Quando si hanno curiosità e immaginazione e soprattutto si hanno amici pronti a sostenerci, si parte già sufficientemente equipaggiati per poter arrivare là dove ci siamo prefissati e di certo ne uscirà qualcosa di buono. Spesso, non solo per noi!

Buona lettura!

La mucca che voleva imparare a volare.[Gemma Merino, Valentina Edizioni, 2016.]

Che dire di me? Passo per essere quella ligia al dovere, ma che non sa resistere ai voli della fantasia. Da sempre ho amato con tutta me stessa le leggende, i miti e le storie dei vecchi e di tempi lontani. Per questo ho studiato con passione il greco e il latino e con altrettanta passione ho preso due lauree in storia dell’arte, con due tesi in una materia che di storie in serbo ne ha parecchie: l’agiografia.

Finiti gli studi ho rispolverato una vecchia fiamma, quella della letteratura per l’infanzia.

Da due anni sono volontaria del progetto Nati per Leggere a cui ha aderito la biblioteca del mio paese: mi si è aperto un mondo bellissimo e sono diventata un’avida divoratrice di albi illustrati (ho un debole in assoluto per le storie di orsi!).

Scrivo in questa rubrica per cominciare una nuova avventura, per mettermi alla prova e – perché no? – per tornare bambina!

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