In occasione della festa del papà, ormai dietro l’angolo, voglio farvi conoscere un albo dolce-amaro. Anthony Browne ci ha già abituati da anni a storie sfacciate e irriverenti, ma al contempo profonde e poetiche. Non ha certo peli sulla lingua l’autore del Maialibro e di un capolavoro come Voci nel parco, ma cede spesso al fascino di visioni quasi cinematografiche e oniriche.

Gorilla Ricominciodaquattro

Ci ha parlato (solo per fare qualche esempio) di mariti comodi e viziati, di madri stanche di fare le serve di casa, di sciocchi pregiudizi legati alle classi sociali. O meglio, lo ha raccontato ai bambini, ha messo davanti ai loro occhi quello che spesso vorremmo nascondere loro, perché ce ne vergogniamo, perché siamo adulti e dovremmo essere per loro un modello, non l’oggetto di critiche.

Lui invece ha sconvolto ogni regola, perché quel che è giusto è giusto. O meglio, quel che è sbagliato è sbagliato. Il tutto, mescolando persone e animali, spesso fondendoli, con una particolare predilezione per i gorilla.

In questa sua nuova storia, Browne ci racconta di Anna. Anna è una bambina innamorata proprio dei gorilla. Legge libri su di loro, li disegna, li guarda in tv. Insomma, per lei i gorilla sono un’autentica passione.

Gorilla Ricominciodaquattro

Vive in una casa ordinatissima, fredda oserei dire. Fredda come lo è suo padre, che con lei non ha mai fatto nulla e che non ha tempo per nulla, men che meno per portarla allo zoo a vedere dal vivo un gorilla. Non ha tempo per lei, ma solo per il lavoro, che porta anche a casa.

Lei lo osserva, un po’ sconsolata; poi si allontana, ubbidiente, per non disturbarlo.

Si rifugia nel suo mondo fatto di scimmioni, che vediamo disseminati un po’ ovunque, tra le lampade, i quadri e persino sulla confezione dei cereali.

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È scomodo quello che vediamo. Non è piacevole. Un padre che non ha tempo, una bambina che guarda da sola la tv in una stanza buia. La sua espressione triste. Fa male, ma succede. A volte, senza che nemmeno ce ne accorgiamo o che lo vogliamo.

La sera prima del suo compleanno, Anna va a dormire con un desiderio nel cuore. Vorrebbe tanto un gorilla, lo ha chiesto al suo papà. In effetti lui glielo ha fatto trovare, ma è solo un pupazzo.

Gorilla Ricominciodaquattro

Quella notte però, accade qualcosa di strano. Il piccolo gorilla cresce e cresce ancora fino a diventare un gigantesco animale in carne ed ossa. Anna è un po’ spaventata, ma lui le parla dolcemente. Indossano il soprabito (lui mette –guarda caso- quello di papà) e insieme vanno allo zoo. Dopo aver visto scimpanzè e gorilla, vanno al cinema.

Infine fanno un suntuoso spuntino notturno e tornano a casa, non prima di aver danzato su un prato attorniati da gorilla verdi. Tutto intorno a loro appare colorato e irradiato di improvvisa gioia, di grande serenità.

Anna va a dormire, accanto al suo piccolo gorilla. Il mattino seguente, al suo risveglio, lo vede e sorride. Quel sogno (se è stato un sogno) l’ha fatta stare bene, vuole raccontarlo al papà.

Gorilla Ricominciodaquattro

Ed eccolo il papà. Quel giorno non si sta preparando per il lavoro, indossa un paio di jeans e un semplice maglione rosso vivo ed è pieno di attenzioni per lei. Si china su Anna con straordinaria tenerezza, le ha preparato una torta e un bel biglietto di auguri. Poi, le chiede se vuole andare allo zoo con lui. Dalla tasca dei jeans sporge una banana. Scappa un sorriso davanti a quella che non pare affatto una casualità, ma solo l’ennesimo indizio sparso di pagina in pagina da Browne. Del papà ingrigito dal dovere, dal lavoro, dai pensieri, quel giorno non c’è traccia.

I due si allontanano mano nella mano, il papà-gorilla e la sua Anna, finalmente felici, finalmente insieme. Non sappiamo se quel momento magico durerà, Browne non ce lo fa intuire, ma ci fa sperare di sì. Ci fa sperare che quel papà abbia capito che a volte basta poco per cambiare le cose. Basta l’amore.

Buona festa del papà!

Gorilla
[Anthony Browne, Orecchio Acerbo, 2017. Età di lettura: dai 5 anni]