il mostro che si sentiva solo
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Il mostro che si sentiva solo. Età di lettura: dai 5 anni

Il mostro che si sentiva solo
[Chris Judge, Isbn Edizioni, 2102. Età di lettura: dai 5 anni]

il mostro che si sentiva solo

Questo sabato torniamo a parlare di mostri e lo facciamo con “Il mostro che si sentiva solo” un albo che tratta di solitudine e amicizia, due sentimenti che i bambini sperimentano molto presto.
Socializzare e trovare un amico è la prima cosa che si cerca di fare quando ci si trova in un ambiente nuovo e questo si verifica non solo all’asilo, ma per tutta la nostra vita.

Succede però che, pur in mezzo alla gente, a volte ci si senta diversi, non pienamente compresi e si finisca per avvertire la solitudine, che però non è sempre un male e certamente è uno stimolo per conoscere più a fondo noi stessi.

il mostro che si sentiva solo

E’ così che si vede il protagonista di questo libro: è un enorme mostro nero e peloso, gentile e pacato, amante della natura, dei bei libri e della buona cucina.

Di mostri come lui però ne esistono pochissimi, così finisce per essere sempre diverso dagli altri, senza nessuno che gli somigli e con cui confrontarsi. Dovrebbe essere abituato alla solitudine, eppure un giorno avverte forte e chiaro dentro di sé il bisogno di avere qualcuno accanto a sé, un altro mostro che gli faccia compagnia.

il mostro che si sentiva solo

Allora, senza pensarci su due volte, abbandona il suo giardino e parte. Attraversa boschi, scala montagne, nuota e cammina nel fondo del mare, affrontando pericoli e mille avventure.

Ad un tratto sta per cedere, ma una balena gentile lo conduce a riva portandolo sulla sua schiena.

Arriva finalmente in una città, dove tutti, nel vederlo, inizialmente se la danno a gambe levate, per poi tornare da lui spinti dalla curiosità.

il mostro che si sentiva solo

Le persone lo accolgono e scoprono la sua bontà d’animo. Vista la sua abilità nel giardinaggio gli offrono persino il parco come nuova abitazione. Lì il mostro torna a occuparsi delle attività di un tempo e spesso chiacchiera con le persone che lo vanno a trovare, ma presto si accorge che il suo posto non è quella città e che la gente, per quanto simpatica, non gli somiglia e non lo può capire davvero.

Lancia un appello al mondo intero per trovare altri mostri come lui, però purtroppo nessuno si fa vedere. Così una notte se ne va, deciso a fare ritorno al suo giardino.

Ripete tutto il viaggio a rovescio e quando finalmente arriva a casa, trova ad aspettarlo un gruppo di mostri che gli somigliano moltissimo e che lo accolgono festosi.

il mostro che si sentiva solo

Aver avuto il coraggio di osare, di dire quel che provava, gli ha fatto incontrare degli amici veri, che potranno comprenderlo fino in fondo.

Il mostro che si sentiva solo, vincitore nel 2011 del premio Book of the Year all’Irish Children’s Book Award, è una stupenda dichiarazione dell’unicità che contraddistingue ciascuno e al contempo della necessità di trovare affinità e interessi che ci accomunino a qualcuno, del desiderio di creare legami in cui sentirci valorizzati e realizzati.

Quando si tratta di amici, vale la pena anche di compiere un lungo viaggio pur di trovare chi saprà farci sentire finalmente nel posto giusto, ovunque saremo.

Buona lettura!

Maria Salbego

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