un mare di tristezza
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Un mare di tristezza. Età di lettura: dai 3 anni

Un mare di tristezza
un mare di tristezza

[Anna Iudica, Chiara Vignocchi e Silvia Borando, Minibombo, 2016. Età di lettura: dai 3 anni]

Un giorno un pesciolino che vive in fondo al mare si sente stranamente triste e per porre rimedio alla situazione pensa di farsi una bella nuotata.

Chiunque incontri però gli sembra abbattuto e sconsolato esattamente come lui.

un mare di tristezza

Si imbatte in un pesce triste, una medusa giù di corda, un banco di sardine affrante, un calamaro mesto, un pesce palla abbattuto, una sogliola afflitta, una triglia abbacchiata, un rombo mogio, un nasello senza speranza e un gruppo di pesci pagliaccio desolati.

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Quando ormai la sua giornata sembra aver definitivamente preso una brutta piega, incontra in una tartaruga a testa in giù.

un mare di tristezza

“Ma perché sono tutti tristi in questo mare?” le chiede il povero pesciolino

“Nessuno è triste qui!” è la sorprendente risposta della tartaruga “Sei tu che stai sottosopra!”.

Lo invita a girarsi e a tornare sulla sua strada guardando con occhi nuovi tutti gli abitanti del mare.

Ecco fatto: basta rivoltare il libro sottinsù e ripercorrerlo in senso contrario per incontrare soltanto splendidi sorrisi e musetti dall’aria distesa e divertita.

un mare di tristezza

Quest’albo di Minibombo mette finalmente in campo un sentimento di cui si parla poco nei libri per bambini e spesso soltanto di sfuggita: la tristezza.

Anna Iudica, Chiara Vignocchi e Silvia Borando, attraverso illustrazioni colorate e giochi di semplici linee, sviscerano questa emozione e la declinano in tutte le sue sfumature, costruendo un vero e proprio lessico della tristezza.

Il finale è allegro, ma passa un insegnamento elementare quanto disarmante.

Le giornate storte, i momenti di tristezza capitano.

Tutto però dipende, in fin dei conti, soltanto da come si guardano le cose.

Se si sa cambiare prospettiva allora la tristezza diventa gioia, l’abbattimento può trasformarsi in una risata e ogni cosa può tornare al proprio posto.

I bambini, per fortuna, amano mutare spesso il proprio modo di interpretare la realtà, loro più di tutti sanno compiere la magia di raddrizzare le brutte giornate e stamparsi di nuovo in faccia un bel sorriso.

Buona lettura,

Maria Salbego

Che dire di me? Passo per essere quella ligia al dovere, ma che non sa resistere ai voli della fantasia. Da sempre ho amato con tutta me stessa le leggende, i miti e le storie dei vecchi e di tempi lontani. Per questo ho studiato con passione il greco e il latino e con altrettanta passione ho preso due lauree in storia dell’arte, con due tesi in una materia che di storie in serbo ne ha parecchie: l’agiografia.

Finiti gli studi ho rispolverato una vecchia fiamma, quella della letteratura per l’infanzia.

Da due anni sono volontaria del progetto Nati per Leggere a cui ha aderito la biblioteca del mio paese: mi si è aperto un mondo bellissimo e sono diventata un’avida divoratrice di albi illustrati (ho un debole in assoluto per le storie di orsi!).

Scrivo in questa rubrica per cominciare una nuova avventura, per mettermi alla prova e – perché no? – per tornare bambina!

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