Social-Ricominciodaquattro
Mylife

Social: ovvero come ti(mi) rovino la vita con un like

I Social hanno cambiato la mia vita. In meglio? No. L’hanno cambiata, punto. 

Essere o dover essere
Il dubbio amletico
Contemporaneo come l’uomo del neolitico.

Se ci pensate, tornare indietro, tornare a quando i Social non esistevano, sarebbe semplicissimo se solo lo volessimo.
Basterebbe entrare in tutti i nostri profili e cliccare elimina!
In un secondo tutto sarebbe finito e probabilmente anche la nostra vita perché, ne son certa, una delle paure più grandi è che qualcuno, per sbaglio, cancelli i nostri account dai Social.

Dipendenza da social, benvenuti nel club!
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.
L’intelligenza è démodé
Risposte facili
Dilemmi inutili.

E se stai pensando che tu non ne sei dipendente, senza neanche fermarti un attimo a riflettere, beh, mi dispiace dirtelo, ci sei dentro fino all’ultimo capello!

Appena svegli, ancor prima di mettere un piede giù dal letto, prendiamo in mano il cellulare e controlliamo i likes, i commenti, le views, cosa hanno scritto gli altri e perché.

Mentre aspettiamo un caffè al bar abbiamo in mano il telefono e controlliamo i Social. Una colazione con un’amica, un pranzo in un posto bello, una cena romantica, tutto condiviso, subito!

Perché è più importante condividerlo che viverlo e non viceversa.

Non apriamo, del tutto, l’argomento figli perché è meglio. I nostri figli sbattuti sui Social anche quando sono in bagno.
Sbattuti sui Social senza rispetto.
Ci rivolgiamo a loro con il telefono in mano, i nostri occhi sono la telecamera del cellulare, perché ovviamente non siamo davvero interessati a quello che ci dicono ma a quanto sia condivisibile quello che rispondono.
E se soddisfano le nostre aspettative, bam, subito sui Social. Perché più sono ingenui più like avranno e la nostra visibilità crescerà e poi?

E poi cosa ci sarà rimasto? Niente! Non ci sarà rimasto niente perché non ci ricorderemo nemmeno cosa ci hanno detto o il perché ci hanno chiamati. Si saranno anche stancati di chiamarci per ricevere sempre la solita risposta “Aspetta un attimo”!

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I rapporti di coppia? Alienazione totale. Se ami davvero devi scriverlo su Facebook altrimenti non è amore. E non dimenticarti di cambiare il tuo “stato”. Se per sbaglio dimentichi di comunicare a tutto il web che sei fidanzato, sposato o che hai una relazione, la tua relazione sarà già terminata! Non esiste affronto più grande.

E i momenti da soli con il partner? Ognuno con in mano il cellulare, sempre!

Parlare? Sì, solo con un messaggio vocale whatapp altrimenti sei out. Guardarsi in faccia, confrontarsi, chiarirsi, discutere, è diventato qualcosa di talmente raro che quando accade ti senti stanco.

Quando la vita si distrae cadono gli uomini.

E le litigate? Chi non litiga per colpa di questi maledetti Social? Io litigo. Litigo perché abbiamo sempre il cellulare in mano. Litigo perché non riusciamo mai a staccare davvero.

Non mi do tutte le colpe. Anche chi non lavora sul web è Social dipendente.

Io vivo di Social, è il mio lavoro ma non voglio giustificarmi. Mi accorgo, ogni giorno, di quanto condizionino la mia vita. Di quanto un like, una view, un commento, una statistica, per me siano importanti. E più ci penso e più mi verrebbe voglia di togliermi da tutto.

Ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio a decidere di fare un passo indietro. Di vivere la vita “tangibile” solo per noi stessi. Solo per assaporarne i valori senza avere la conferma online che anche gli altri ci approvino.

Perché i Social, alla fine, servono solo per colmare i nostri vuoti.
Servono per appagare il nostro bisogno di essere accettati, di piacere per forza a tutti.
Perché siamo tutti un po’ esibizionisti!
“Per tutti un’ora d’aria, di gloria. La folla grida un mantra. L’evoluzione inciampa.”

Tutti tuttologi col web
Coca dei popoli
Oppio dei poveri.

Una volta, un’amica mi ha detto:
“Alla gente gente piace sbirciare nella vita degli altri per poi parlarne male!”

L’importante è esserne consapevoli!

  1. Tutto tristemente vero Adri, come al solito azzecchi tutto❤

  2. Sto riflettendo molto anche io sul tema, ultimamente. Non per contare i like, ma perché mi rendo conto che spesso uso il telefonino per noia, o – peggio – per far capire agli altri: DO NOT DISTURB.
    Lo faccio anche a casa, quando ho voglia di silenzio e non ho voglia di parlare.
    Voglio smettere.
    Voglio lasciare il cellulare sul comodino e mettermi a disegnare, la sera, o chiacchierare, come un tempo. Quando il mio universo era fatto da 3 persone.

  3. Io non ho Instagram non ho blog mi limito ad una misera pagina Facebook condivisa tra l’altro con mio marito e nata per leggere le attività del comitato delle scuole dei miei figli, dei vari sports che frequentano e notizie varie… posso dire che non condivido davvero niente della tua vita social, il blog mi piace perché scrivi il quotidiano, ma le statistiche??? I like?????? Views??? A 37 anni ma di cosa parliamo???? Scusa Adri ma credo sia un problema grande! Hai ragione a scrivere di un tuo(e di ogni tuo o tua collega ovviamente) vuoto enorme e bisogno di conferme. Ma da amadre di tre figli, da moglie, da donna adulta, mi fa una tristezza infinita! Scusa la mia schiettezza ma credo tu sia finita in un gran brutto “status” che inevitabilmente ti porta a vivere male in costante confronto con altri (per la maggior parte nutriti di vuota apparenza) e ahimè inevitabilmente gelosa di chi ha più idee,successo e bellezza. Leggendoti non posso che dire che secondo me non è il tuo mondo! Rischi di perderti sul serio il presente a furia di fotografarlo

    • Io ti ringrazio per questo commento, perché hai capito e hai scritto solo la verità!

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