il gioco è semplice

“Mamma eni, mamma eni eni eni eni”
Una manina che dondola su e giù, due occhioni dolci e furbetti che mi guardano e tutto ha inizio.

Lei ha voglia di giocare, di giocare con me e io non sono capace di rimandare, di farla aspettare. Ci provo ma non ci riesco perché Vittoria mi pretende. Pretende il mio tempo e il suo divertimento.

Vuole giocare con me con poco. Le basta un libro, un foglio, una costruzione, una macchinina, dei colori, qualsiasi cosa in quel momento attiri la sua attenzione e scateni la sua voglia di divertirsi.
A dire il vero questi giochi durano poco perché quelli che le piacciono di più sono i giochi fisici, di relazione, dove interagisce direttamente con me.il gioco è semplice

Si diverte come una pazza a ballare e far finta di cadere. Le piace giocare a nascondino. Nasconde solo la testa e crede che nessuno la veda, io faccio finta di cercarla e lei inizia a ridere fortissimo, fino a farsi mancare il fiato e poi “ancoa ancoa ancoa” non finirebbe mai.
Spesso giocano a nascondino tutti e tre insieme e io rimango ipnotizzata dalla dolcezza e dalla semplicità del loro giocare. Un modo di giocare genuino, senza pretese, povero ma ricchissimo perché gli regala momenti indimenticabili.

il gioco è semplice

La fisicità e la socialità sono un comune denominatore del gioco per i miei figli. Tutti e tre hanno sempre preferito giochi in cui ci fosse interazione con me, con un amichetto, con il papà, con gli estranei.
Sono bambini che amano le relazioni e iniziano a coltivarle proprio giocando. Non hanno mai avuto problemi a giocare con qualcuno e ne sono molto felice.

Il gioco è anche una scoperta e una crescita costante. Se non li sento mi preoccupo e poi mi stupisco quando li scopro immersi nei puzzle, nelle costruzioni, nei disegni o in giochi che si sono inventati, apparentemente per me senza senso, ma che li coinvolgono tutti e tre. Dal più grande al più piccolo.

Resto senza parole quando mi spiegano i giochi che fanno perché la loro logica è disarmante e sempre perfetta!

il gioco è semplice

“Mamma per giocare non serve parlare” questo è quello che mi ha detto Semuel un giorno quando gli ho chiesto cosa si fossero detti, lui e dei bambini stranieri mai visti prima. Non aggiungo altro.Il gioco è semplice.
E’ la forma più genuina di relazionarsi con gli altri.
Per i bambini è scontato per noi adulti no, perché non siamo più capaci di giocare!

Post in collaborazione con Mellin “Fidati del cuore”