Far di necessità virtù… l’ho sempre pensato e sempre più spesso questo proverbio si dimostra attuale.

L’anno scorso ero disperata perché Topo non studiava le tabelline, ho fatto di tutto per fargliele imparare, ma niente, la sua testa era altrove e io non sapevo più che pesci prendere.

Quest’anno le tabelline han presentato il conto!!!

Ieri, giorno di Santa Lucia, è tornato a casa da scuola mogio- mogio.

“Cos’hai?”

“Sono triste, non posso giocare con i giochi di Santa Lucia.Domani c’è la verifica d’inglese sui numeri e di matematica sulle tabelline. Mamma io non le so come faccio a impararle per domani? Prenderò un brutto voto, ti prego fammi la giustificazione, tienimi a casa!”

Le lacrime e disperazione. Mi dispiaceva molto vederlo così ma allo stesso ero contenta, questo momento doveva arrivare. Finalmente stava capendo che la sua “lazzaronite” non premia e che io non sono una rompi scatole solo perchè mi piace esserlo (come pensa lui).

In preda al panico non sapeva più cosa fare, da che parte cominciare, così l’ho fatto calmare, l’ho incoraggiato ma gli ho anche spiegato che doveva assumersi le sue responsabilità. Troppo presto a 8 anni? No, assolutamente no. Gli ho detto che avrebbe avuto modo di recuperare un brutto voto solo impegnandosi davvero.

Si è calmato ed è andato in camera sua, ha deciso in autonomia come procedere, ha dato le giuste priorità ai compiti che aveva.

Dopo un po’ risorge dalla sua camera. “Mammaaaaaa!!!”. “Dimmi…”. “Guarda”

Aveva scritto tutte le tabelline in inglese. “Mamma sono un genio, così studio le tabelline e ripasso inglese… eh sono proprio un genio”. Se lu dici tu!!!

Stamattina si è svegliato alle 7 per ripassare tutto… le sapeva, sia in italiano che in inglese!